Pur comprendendo le difficoltà in cui versa lo Stato e quello che, inutile dirlo - si vuole, visto che una medaglia ha un recto e un verso, inutile volerlo ignorare. Non si riesce a comprendere peraltro certe determinazioni atte a peggiorare la vita a chi già ne ha piene le tasche piene a sopravvivere, visto che un disabile per certo non vive, ma deve comunque adattarsi al Suo status che è specie da adulto personale, anche se impegna troppo spesso altre persone negli atti quotidiani e non solo. E questo per colpa della Società in cui viviamo e delle ingiustizie a stretto “giro di porta”, visto che troppo spesso le disabilità sono surrogate casualmente da situazioni ambientali, che lo Stato ha permesso (inquinamenti di varie specie ecc…), nell’intento di creare situazioni a Lui convenevoli
economicamente e non solo. Nel rispetto dell’art. 38 della Costituzione che persegue l’obiettivo di assicurare e garantire ai cittadini i minimi vitali e di assistenza in buona parte in ossequio a quanto sopra. Oggi il solo fatto che i media pubblichino l’intenzione non condivisibile di, qualcuno che sta troppo in alto, forse, per i Suoi meriti (Tremonti), di penalizzare l’unica voce a garanzia della rifusione di un danno patito alla nascita o poco dopo (handicaps primari), per cause esterne o pèer malasanità, fattori non imputabili al destino ne a madre natura (rarissimo quanto imprevisto e imprevedibile la cui certezza causale è umanamente non accertabile ne definibile) ma all’opera umana. La causa della disabilità è di una gravità unica che irride il codice penale, visto che la stessa
condanna la vita di una persona, chiudendola (arresto naturale senza reati) in casa e, qualora possa uscire a seconda della cultura posseduta, trova lavoro sotto remunerato di legge in quanto il disabile è comunque tale e, se lavora esercita lo stesso lavoro nel “vulnus della disabilità riconosciutagli o meglio nel rispetto delle cd. “capacità residue”. A parità di incarichi e di lavoro con normodotati la differenza è e rimane sostanziale come la stessa capacità di implementare risorse decorose alla Sua vita,non le avrà mai o quasi. L’accompagnamento è una indennità e non un assegno e va a coprire e integrare giustamente quelle integrazioni necessarie alla vita, in senso di ristoro del danno subito. A differenza dell’assegno percepito dai disabili che ha altre finalità e rappresenta in certo senso la pensione del disabile, circa 8,34 a giorno. Come fa a vivere un disabile e a supplire a tutte le sue esigenze?. Inoltre sotto il profilo delle libertà alla persona anche il disabile,essendo un uomo non diverso ha diritto alla propria libertà e, quindi al reddito personale dell’assegno,mentre l’indennità va a coprire le spese e l’impegno di chi provvede ad accudire il disabile grave che lo stesso termine dice,richiede impegno continuo e continuativo, bene che vada. L’assegno è già legato al reddito e solo con questo il soggetto oggi non sopravive meno vive. Ecco che viene comunque meno nella sua integrità il disposto di cui all’art.38 della Costituzione come ogni altro, Giurisprudenza inclusa.
Legare anche l’accompagnamento al reddito, posto che il reddito è personale dell’invalido, posti i principi per cui lo stesso è stato creato, erogando un minimo vitale, è una offesa etico/razziale portata contro soggetti che nulla possono e non solo sotto il profilo reddittuale. Che poi i ricchi possano essere “fuori “ da questo diritto che richiede un peso potrebbe essere anche equo se lucidamente esaminato partendo da 80/100.000 euro considerando un casato o dai 60.000 se solo a livello personale, chiaramente il tutto rimane sotto il profilo di ipotizzabile eccezione di incostituzionalità, in quanto muta la destinazione forzosamente di un onere elargito a fini prettamente “sociali” a rifusione di un danno e non collegabile oggettivamente al reddito. Parlare come è stato fatto poi di legarlo a 25.000 euro annui considerato che i disabili sono liberi e che possono anche farsi una famiglia dove una moglie si dedica a loro, sopperendo a dare perso allo Stato che diversamente…, vuol dire condannare la maggior parte dei disabili, che con buona volontà si dedicano a qualcosa che li aiuta a sopperire a regole di vita già dure. Vuol dire come sempre accade in Italia (o quasi sempre) aiutare gli evasori,posto che sempre dai media abbiamo appreso e crediamo a questo, che la media ponderata del dichiarato dell’Italiano è mediamente di 15.000/20.000 euro, italiani che magari abitano in ville lussuose e meno e viaggiano con macchinoni e moto di lusso(sono sotto gli occhi.). Possibile che i disabili veri costino tanto allo Stato, posto che specie al Sud paesi interi vivono a spese dello Stato. Preghiamo di stare molto attenti anche sotto il profilo della fiscalità a questi fatti che produrrebbero solo ingiustizie sociali.
Se non ci fossero le famiglie chi provvederebbe ai disabili che sono pur sempre detentori del diritto alla vita. Il destino dell’Euro che ci ha già condannato aumentando tutto in generale e al momento del cambio dimezzando in realtà le entrate nel taccuino di ogni cittadino. L’Europa è stata un inghippo posto che manca l’Europa politica e con la monetaria non è possibile andare avanti. Se l’Europa ha vissuto fino a oggi spendendo e spandendo,chi sbaglia paga,trovi il rimedio o rinunci a tutto. Il popolo da 25 anni sta stringendo,specie chi le tasse le paga,meglio il dipendente o ex dello Stato o nel privato i dipendenti e basta, gli altri in generale evadono. Oppure specie nel privato lavorano in nero,doppio lavoro. Vedi i medici con l’intra e l’extra moenia hanno più di quello meritato. E via dicendo,potremmo dire tanto,troppo altro e quindi sperando che qualcuno ascolti e a prevenzione del tutto per gli aventi diritto, che poi sono anche elettori… .
Vorremmo non sentire più screditare i più deboli. Tanto più che siamo a conoscenza di sperperi,di delinquenze organizzate, e di organizzazioni a dir poco delittuose,dell’esistenza di troppi enti inutili ecc… . Di manager che ….. non hanno nulla di diverso dagli altri, anzi quanto a capacità dsono o possono essere in difficoltà sotto il profilo della creattività. Si tagli dove c’è troppo,veramente troppo (evadendo poi e sfruttando la P.A. auto blu ecc…). Lo Stato crei e faccia crescere il lavoro e le possibilità di lavoro, qualsiasi lavoro utile specie nell’ambiente. Distinti saluti.
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