Presidente del Consiglio BERLUSCONI VS ministro TREMONTI:
L’Irap ( la tassa che ne ha sostituite altre sette, previo poi però perderne il conto di tutti i balzelli cresciuti con i Governi di sinistra specialmente mentre questo di destra che le ha trovate è duro e dispiaciuto a eliminarle o decrescerle nel tempo) è molto probabilmente una tassa iniqua sulla produzione industriale e non solo. Infatti va ad accrescere i costi di produzione, Di più è una sorta di doppio balzello se confrontato nelle origini e/o nelle more tecniche all’Iva che è una via di mezzo tra la tassa di Consumo e una imposta diretta. Mascheratura all’Italiana. La parte di Iva vista in combutta con le II.DD., se tale come sembra anche da profili tecnici e sentenze di Cassazione non fa che far crescere l’imposizione diretta sotto il profilo patrimoniale penalizzando la produzione.
Un problema necessario da sottolineare e risolvere - contempo : L’Irap racchiude in sé i costi della Sanità,benché per la stessa tutti i cittadini e non solo quelli d’impresa sono contribuenti non solo percossi ma incisi dall’imposta per una spesa insostituibile e necessaria come quella della Sanità. Quindi abbattere l’imposta è necessario ma non dobbiamo non tenere conto del conquibus necessario alla sicurezza dello Stato per sostenere una spesa socialmente rilevante e necessaria come la Sanità.
Visto che l’impresa in primis si avvale della Sanità per ovvi motivi assistenziali inclusi, si operi in luogo dell’Irap una trattenuta all’impresa più leggera che contribuisca alla spesa della Società sotto il profilo Sanitario. Una spesa utile da rilevare, concordare con l’impresa e pattuire con una voce chiara e trasparente “ab hoc” sotto forma di tassa (non imposta) di utilità sociale sulla produzione e sul lavoro di modica ma utile entità, peraltro visto che la benzina e l’energia costa troppo non giustificando peraltro i costi, dovrebbe essere diminuita,ebbene si consideri anche qui di trasferire la somma possibilmente abbattibile sotto la voce di utilità sociale sulla “sanità”, senza creare altri balzelli che nel tempo diventano occultui in quanto incontrollabili e mischiati a altre enormità, che oltre a non servire non fa che accrescere le disponibilità e i costi.-
Quindi si alla manovra di riduzione seppur graduale dell’Irap ( fatta dall’azione) che va a beneficio dell’impresa e del lavoro, abbattendo i costi del lavoro e, nello stesso indirizzo recuperando gli sprechi specie della grossa industria e abbattendo le spese burocratiche attraverso la necessaria semplificazione degli atti . tutto questo potrà contribuire oltre alla necessità di trovare mercato e materie prime (il Pres. Berlusconi pare attivo su questo) sul mercato globale, materie prime da “lavorare” e rivendere sul mercato interno e non solo, implementrandio le esportazioni di prodotti finiti di alta qualità e industria (prodotti ad alto valore aggiunto)
Tanto per l’impresa che deve trovare la possibilità di accrescere il Pil implementando monte ore lavoro e tonnellaggio prodotto, facendo crescere la forbice della produttività alla base e via in verticale non solo in orizzontale. Crescendo detta base, non sarà sufficiente a dare stabilità se non accompagnata con una manovra stabilizzatrice per i redditi delle famiglie in primis ma non solo: si rende necessario abbattere le tasse dell’imposizione diretta e su quelle personali Irpef.
Tutto questo farà accrescere la possibilità di acquisto e quindi di crescita sul mercato, di esportazioni . Bisogna avere a forza fiducia sul fatto dei benefici implementabili da tutto questo per ora,in quanto non è possibile continuare in queste condizioni con stipendi penalizzati solo da tasse il 42% sul reddito oltre poi al paniere della spesa si arriva al 70 e più in percentuale di erosione degli stipendi. Bisogna rivedere le fatturazioni per le accise vessate da balzelli su balzello che aumentano i costi persino dell’Iva, un sistema sinistro del frega…frega….frega… . Tasse e imposte sì ma limitate ragionevolmente nello spazio e nel tempo, no a eccessi e vessazioni.
Immigrati: a forza NO grazie a questi se non solo con contratto in corso e purchè paghino tasse,no a gente che porta pubblicità magari a nero o che cerca la carità della quale non hanno certamente bisogno. L’arroganza degli immigrati,inoltre è nota. Aiutarli si ma a casa loro in qualsiasi situazione.
Ci auguriamo di vedere in breve realizzato il progetto in parola,riteniamo equo e doveroso ai fini della stabilità e della sicurezza pubblica il posto fisso sia pur pubblico-privato, regolamentato in modo che il lavoro renda al datore, il giusto. No a art.16 se non modificati a tutela del lavoro a favore del datore di lavoro il quale però deve essere responsabile,no a fallimenti datoriale facili e scarsamente motivati,si all'autogestione lavorativa da parte della maestranze. Tutti hanno fatto nel tempo troppi problemi e guai, non solo certe parti.
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